Web Tax europea: al massimo il 5% sui proventi lordi
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La bozza di Web tax che sta circolando a Bruxelles sembra una copia di quella francese: tassare i colossi del mondo digitale tra l'1% e il 5% considerando la stabile organizzazione, invece che il posizionamento del quartier generale.
Reuters ieri sera ha svelato i primi dettagli della proposta, sottolineando che la nuova tassa dovrebbe essere applicata
solo alle aziende con fatturato mondale superiore ai 750 milioni di euroe fatturato digitale comunitario di almeno 10 milioni di euro all'anno.
Insomma, una strategia fiscale che colpisca con precisione solo i giganti del Web. Fra questi Google che presidia l'area pubblicitaria, Facebook, Twitter e Instagram che sono vetrine di riferimento per le campagne, ma anche Amazon, Airbnb, Uber, etc. L'idea è che si debbano pagare le tasse là dove si generano i fatturati a prescindere che magari i sistemi di pagamento siano localizzati in altri paesi.
Difficile invece che vengano coinvolti i fornitori di servizi online come Netflix, l'online gaming, il cloud computing e i servizi IT in generale.
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Com'è risaputo i paesi con maggiore peso economico in Europa sono a favore, mentre quelli più piccoli come ad esempio l'Irlanda hanno paura di perdere le sedi delle multinazionali. Ovviamente si parla ancora di una bozza e quindi c'è margine per nuove correzioni, ma la certezza è che si giungerà a un documento finale entro fine marzo. Dopodiché bisognerà attendere l'approvazione di tutti gli stati membri.
Ad ogni modo tutti concordano sul fatto che la tassa (tra l'1% e il 5%) venga applicata sui "proventi lordi aggregati". E che si consideri come una misura temporanea almeno fino a quanto non venga approvata una norma fiscale organica più strutturata.
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February 27, 2018 at 11:35AM
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